La medina di Fes, un salto nel medioevo

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Fes è una città davvero interessante perché ha radici antichissime, è la capitale culturale e spirituale del Marocco, eppure resta una mezza sconosciuta. Per l’Africa Fes è un po’ quello che Roma o Parigi sono per l’ Europa, eppure questa città importante, dove fu fondata la prima università al mondo  (ancora esistente ) e con la medina più antica del Marocco nonché la più grande del mondo islamico, è comunque meno famosa di Marrakech e sono certa che molte persone in Europa non l’avranno neanche mai sentita nominare.

Fes è una delle città imperiali del Marocco, insieme alla più famosa Marrakech, alla capitale Rabat e alla piccola Meknes. 

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Un labirinto di vicoli

– Il racconto del nostro viaggio –

Arriviamo nel primo pomeriggio di una domenica di Marzo. Prendiamo un taxi decisamente vintage che in meno di mezz’ora ci lascia di fronte al nostro riad, appena fuori dalla medina. Si trova su una piazzetta piena di bambini che giocano, vecchietti che giocano anche loro, a scacchi o a carte, e un sacco di altri uomini seduti a parlare. Le donne sono invece per lo più di passaggio. Sono contenta di aver scelto questo albergo perché il fatto di essere vicini ad una porta d’ingresso alla medina, ma non al suo interno, ci offre un ambiente più tranquillo e la possibilità di stare in giro da soli la sera, mentre i vicoli, quasi per niente illuminati, non sono sicuri dopo il calar del sole. Molti riad all’interno della medina offrono di accompagnare gli ospiti in giro la sera, ma a me non piace l’idea di dover essere sempre scortata e sono quindi contenta della mia scelta.

Apro una parentesi sui Riad perché questi antichi alloggi, che conservano tutto il fascino del passato, hanno contribuito a rendere il nostro viaggio davvero speciale. I Riad sono stati per secoli le abitazioni tradizionali del Marocco ed hanno la caratteristica di essere aperti verso l’interno, con finestre che danno su giadini e cortili, e completamente chiusi verso l’esterno, per tutelare la vita privata degli abitanti della casa, soprattutto delle donne, mi viene da pensare. Al tempo in cui ci fu un abbandono delle medine da parte della popolazione, per trasferirsi in quartieri più moderni, molte di queste abitazioni furono ristrutturate e convertite in alberghi per turisti.

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La terrazza del riad

Il nostro Riad è un vecchio palazzo signorile, con una terrazza panoramica dove ci è subito stato servito un buonissimo tè alla menta, il primo di una lunga serie! La cosa che più mi è rimasta di questo luogo è sicuramente l’accoglienza che ci hanno riservato, soprattutto come hanno fin da subito coccolato i bambini e poi l’arredamento da mille e una notte, che è piaciuto tantissimo anche alle mie figlie.

Per visitare la medina ci sono due possibilità: chiedere al riad/ hotel di organizzare una guida oppure, come abbiamo scelto di fare noi, trovarsi dei punti di riferimento….e accettare che ci si perderà comunque! Abbiamo deciso di fare da soli perché ci piace sentirci liberi e affidarci anche un po’ alla fortuna, che spesso porta a scoprire zone meno turistiche e fare simpatici incontri. Al bisogno abbiamo chiesto ai negozianti o alle signore in strada le indicazioni per arrivare dove volevamo e ci hanno sempre portato a destinazione, anche se non nella maniera più veloce e facendo qualche giro extra, ma fa anche quello parte del gioco. E poi, quando la stanchezza si fa sentire, ci si può sempre sedere a guardare il viavai della gente, magari ascoltando il canto del muezzin, che dal minareto invita i fedeli alla preghiera, sorseggiando un tè alla menta o una spremuta fresca.

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Cosa fare e cosa vedere a Fes con i bambini?

Uno dei pochi edifici visitabili ( dato che ai non musulmani è vietato l’ingresso alle moschee) è quella che è considerata la più bella scuola coranica di Fes e che risale alla seconda metà del 1300, la Medersa Bou Inania. Si può accedere solo al cortile centrale, ma l’ingresso è economico e sicuramente vale la pena entrare perché è un bellissimo esempio di architettura marocchina, con il contrasto tra il bianco del marmo e il legno scuro, i ricchi intagli e le stupende piastrelle zellige.

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Alle moschee una sbirciatina la si può sempre dare dalla porta d’ingresso: di solito c’è un cortile, con al centro una vasca usata dai fedeli per le abluzioni prima di entrare a pregare. Una delle più importanti è la Moschea di Kairaouine, la più grande d’Africa e che ospita al suo interno l’università più antica del mondo. 

Per chi viagga con dei bambini, una delle maggiori attrazioni di Fes sono sicuramente gli asini, usati ancora oggi per il trasporto delle merci. E proprio correndo dietro a un asinello per il dedalo di vicoli, finiamo in zone più tranquille, tra le case, dove i bambini che giocano in strada seguono per qualche istante, con sguardo curioso, il passaggio inaspettato dei miei tre figli, per poi tornare ai loro giochi e dove altre bambine sono sedute davanti casa con ceste piene di pane da vendere e non succede molto, è la normalissima vita della medina, che intravediamo attraverso le persiane socchiuse delle case, che ci arriva dai rumori familiari del quotidiano, delle donne alle prese con i lavori domestici.

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Ma la calma dura poco! Ecco che si finisce di nuovo su una strada principale, ci ritroviamo in uno dei tanti mercati, prendiamo al volo le mani dei bambini per non rischiare di perderli tra la gente. Non ci sono molti spazi aperti nella medina. Una delle poche eccezioni è Place Saffarine, una piazzetta davvero interessante perché piena di botteghe artigiane dove si batte l’ottone, per la gioia di mio figlio di cinque anni, a cui piacciono sia i lavori manuali che i rumori.

Del resto tutta la medina è affascinante proprio perché piena di botteghe : ogni zona ha la propria specialità, come si usava nel medioevo, ed è un piacere gironzolare e fermarsi a guardare gli artigiani all’opera, ancor più se si viaggia con dei bambini, perché è un po’ una lezione di storia, come tornare indietro nel tempo e trovarsi in un altro secolo e poi è interessante vedere come vengono creati certi oggetti.

Quello che invece i bambini di solito non gradiscono molto sono i souq, i mercati. Però anche qui, con la distrazione degli asini di passaggio e i tanti colori, come le pile di babbucce, le spezie sconosciute, gli appariscenti soprammobili marocchini e ancora le cose buffe che si vedono a volte, tipo una gallina  tranquillamente accovacciata sul pavimento di una pasticceria! Con un po’ di impegno da parte nostra per spiegare quello che si ha di fronte, anche i viaggiatori più piccoli possono apprezzare questi mercati, che infondo sono molto diversi dai nostri e per questo pieni di dettagli interessanti. D17F83E0-2CEF-43C1-BC9E-D530FF183FE2A me sono piaciuti soprattutto il mercato delle spezie e l’Henna souq, dove si vendono prodotti di bellezza e per l’igiene personale. Qui ho fatto anche il primo acquisto e credo di essere stata simpaticamente fregata da un abile venditore, il quale, tanto per cominciare, ha regalato una pietrina grigia e luccicante a ciascuno dei miei figli, che ho poi scoperto essere del kajal per gli occhi. Kajal!!!! Mi è partita una serie di oh in crescendo che neanche un giapponese e il venditore ha capito in quel momento che mi aveva in pugno. Da lì, tra brevi aneddoti e sorrisi, ha iniziato a mostrami un sacco di cose, tipo delle erbe da chiudere in un fazzoletto e da annusare in caso di mal di testa e ancora, colori in polvere usati dalle donne marocchine, che non so neanche io come, ma ho finito per comprare, senza avere la più pallida idea di cosa ne farò. Profumi, saponette, rossetti tradizionali, il classico olio di argan e tra una cosa e l’altra mi ha anche raccontato di avere una moglie italiana. In quel momento non ho avuto dubbi sulla sua sincerità, adesso mi domando se invece non facesse anche quello parte della sua collaudatissima tecnica  di vendita, che prevede che la moglia diventi francese, spagnola o tedesca, a seconda della nazionalità dell’interlocutore. Ovviamente si deve sempre trattare sul prezzo, ma con lui, così gentile e carino e con la moglie mia connazionale…non sono stata capace di contrattare quasi niente. Strategia di vendita o verità, la moglie italiana ha funzionato!

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Una cosa che potrebbe invece scioccare i bambini sono le teste di animale tagliate ed esposte sui banconi di certe macellerie. I miei per fortuna non ci hanno fatto caso e io mi sono ben guardata dal fargliele notare, tanto più che mia figlia C. è proprio nel pieno di una fase vegetariana e si rifiuta di mangiare poveri animali morti. Impossibile invece non notare i polli ancora vivi, stipati dietro il bancone di alcuni negozi, che aspettano, starnazzando, il loro triste destino.

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Si può fare un giro anche nei pressi dell’imponente palazzo imperiale, che si trova fuori dalla medina, ma sappiate che lo potrete vedere solo dall’esterno. Ci sono anche dei musei, ma noi con i bambini abbiamo deciso di saltarli. La sera al tramonto ci siamo invece fermati nella piazza  più grande della medina di Fes, dove le coppiette vengono per i loro appuntamenti romantici, le mamme portano i bambini a giocare sul trampolino e lo scivolo gonfiabile, venditori ambulanti arrivano coi loro carretti e viene allestita anche qualche bancarella. Un’atmosfera rilassante per aspettare il momento di andare a cena. E la cosa più bella è che, a parte un ragazzo nella zona delle concerie ( dove siamo stati molto poco perché i miei figli non hanno tollerato l’odore, in effetti fortissimo) nessuno ci ha importunato volendoci fare da guida. In questa piazza, ritrovo della gente del posto, ho scambiato qualche sguardo e sorriso con delle mamme e con una giovane coppia seduta vicino a noi, ma niente di più, tutti gli altri ci hanno praticamente ignorato. Ho letto che invece a Marrakech si viene costantemente avvicinati, non so se sia così…forse lo scoprirò al prossimo viaggio!

 

 

 

 

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