Irlanda con bambini : Cork e la penisola di Dingle

B5BA7D96-2864-401B-81B3-28A7836394EASull’Irlanda non riesco ad essere obiettiva : ci ho vissuto dai 21 ai 26 anni e per questo nessun altro paese potrà mai reggere il confronto. Credo però di non esagerare dicendo che è una delle destinazioni più child-friendly d’Europa, non solo per la sua natura incontaminata, ma anche perché gli irlandesi sono simpatici, socievoli e hanno un approccio molto rilassato nei confronti dei bambini, che vengono accolti un po’ ovunque, anche in luoghi, come i pub, che in altri paesi sono decisamente off limits per le famiglie. Non che i pub la sera pullulino di bambini ! La domenica pomeriggio però è del tutto normale incontrare famiglie con prole nelle “public houses” come venivano chiamate in origine, e il termine fa ben capire come nella cultura irlandese questi non siano solo luoghi dove bere birra: durante il giorno sono ritrovi per gente di tutte le età, dove mangiare e stare insieme.

Quando mia figlia aveva quasi tre anni, mi è venuta una gran voglia di tornare in Irlanda e così  siamo partiti per una settimana, portandoci dietro anche un amico, che diceva da tempo di voler andare da quelle parti.

Ho scelto di non passare per Dublino, che merita senz’altro una visita, perché avendo solo una settimana a disposizione, ero più interessata a scoprire la parte di Irlanda che mi mancava, quella dove in cinque anni, non ero mai riuscita ad andare.

Siamo arrivati a Cork in un giorno di fine Settembre. Pioveva a dirotto e guardando mia figlia sul seggiolino della macchina presa a noleggio, mi sono chiesta cosa avremmo fatto per tutta la settimana, se non avesse smesso di piovere : tre anni è un po’ presto per fare Pub crawling! In realtà, essendo metà tedeschi, eravamo preparati e per la bimba avevamo portato tutto il vestiario idrorepellente…ma non è certo il tempo che si immagina quando si pensa ad una vacanza! Per fortuna siamo stati graziati e dopo quel primo giorno, non abbiamo avuto altro che sole.

A Cork abbiamo passeggiato lungo il fiume Lee, che ricorda molto la parte di Dublino che si affaccia sul Liffey. Siamo stati all’ università, un complesso in stile gotico inglese, tipo Oxford, ricco di fascino, circondato da perfetti prati verdi. La via principale, St. Patrick street, piena di ristoranti, pub, caffè è anche il posto dove fare shopping e io, approfittando del baby-sitter d’occasione, il nostro amico, ho fatto rifornimento di biancheria e vestiti per mia figlia, nel negozio cult dei miei anni a Dublino, il “Penneys”, dove si trovano cose carine per pochi euro.

Molto caratteristico, con la sua architettura in stile Vittoriano, e perfetto per un pranzo economico e informale è il mercato alimentare, l’English market, dove qualche anno fa venne immortalata anche la regina Elisabetta, in una foto divenuta celebre, di lei che ride e scherza con un pescivendolo. Non troppo distante c’è la chiesa di Sant’Anna, sul cui campanile è possibile suonare liberamente le campane! Fantastico, no? Per un bambino questa è sicuramente una delle esperienze più divertenti del viaggio.

E poi a caccia di Carrot cake! Il mio dolce irlandese preferito. Ogni giorno della vacanza abbiamo fatto merenda in qualche caffè, un’abitudine che ci avrà anche fatto tornare a casa con un chilo in più ma che dopotutto fa parte dell’esperienza irlandese : il tè delle cinque! E poi, ogni scusa è buona per una fetta di torta.

Dopo Cork ci siamo spostati verso ovest, fermandoci al parco nazionale di Killarney, un’area molto estesa di una bellezza suggestiva, che si può fare a piedi o noleggiando un calesse. Qui si entra in un paesaggio da cartolina, con prati verdissimi, un castello, un lago che ospita cigni e anatre e perfino una cascata. Mia figlia un po’ ha camminato e un po’ ha ammirato il panorama comodamente seduta nello zaino, in spalla al papà. Ci siamo fermati una notte nella cittadina di Killarney e come ogni sera la cena è stata consumata in un pub. Anche quello che abbiamo scelto a Killarney aveva un gruppo che suonava dal vivo. Apro una piccola parentesi per parlare proprio della musica dei pub perché questo è un altro dei motivi per cui considero il viaggio in Irlanda una meta ideale per le famiglie con i bambini. Io mi sono emozionata nel vedere mia figlia lì in mezzo, tutta presa dalla musica e a suo agio in quell’ambiente. Sono anche queste le cose che rendono memorabile un viaggio e credo che per un bambino piccolo ritrovarsi in un posto così pieno di caos ( positivo) e di musica sia una gran bella esperienza.

Dingle, la nostra destinazione finale, è una cittadina sulla costa ovest, carina e piuttosto turistica, ma non è tanto la città ad averci impressionati, quanto la penisola sulla quale si trova. Non l’ho amata tanto quanto la contea del Donegal, che resta il mio angolo irlandese del cuore, ma devo dire che dietro ogni curva, in cima ad ogni altura, ho trovato paesaggi che mi hanno lasciata a bocca aperta. In macchina mi sarei davvero voluta fermare ad ogni curva per fare foto! Ci sono spiagge una più bella dell’altra, contornate da scogliere. Abbiamo corso a piedi nudi sulla sabbia…ma tutti imbacuccati perché con il vento che c’era, faceva un gran freddo! Abbiamo passeggiato in angoli dove si incontrano solo pecore, nel verde che più verde non si può, raccogliendo more selvatiche e alla fine abbiamo ammirato il panorama dall’alto di una scogliera a picco sul mare. Per chi come me ama i fari : anche a Dingle ce n’è uno. Il secondo giorno abbiamo fatto un’escursione a piedi proprio fino al faro, che è posto davvero romantico. Dalla parte opposta al centro di Dingle c’è anche una torre in pietra, che sorge in cima ad un colle da cui si gode una vista magnifica della zona. La torre si trova su una proprietà privata e appena arrivati al parcheggio ci è subito corsa incontro una signora, per riscuotere i suoi 2 Euro a persona d’ingresso. La salita è ripida e attraversa campi dove le pecore brucano la loro erba e ci guardano senza interesse. La vista da lassù vale l’arrampicata, i due Euro e anche le scarpe sporche che ci si ritrova al ritorno. E per quello non c’è problema : la signora offre acqua e spazzole per lavare via il fango. Business all’irlandese!

 

 

 

 

 

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