Thailandia con bambini: In giro per Chiang Mai, a giocare con Buddha

IMG_0606IMG_0603

 

 

Buddha è una cosa seria, certo, è religione, ma è anche un personaggio simpatico, se penso alle raffigurazione classiche, col pancione tondo e il viso bonario, sembra così amorevole e comprensivo, che sicuramente avrà riso tra sé, alla vista dei miei tre bambini che giocavano sul suolo sacro dei templi, come al parco giochi.

Chiang Mai è più piccola di Bangkok e quindi più vivibile. È molto turistica, e se per alcune persone si tratta di un punto a sfavore, invece noi l’abbiamo scelta anche per questo : perché fino a quando i bambini saranno  un po’ più grandicelli, mi fa piacere restare in zone relativamente facili da raggiungere, senza dover fare ore e ore di treno o di autobus e dove all’occorrenza posso trovare per loro anche qualcosa da mangiare di più occidentale,  dato che ogni tanto hanno bisogno di prendere una pausa dal cibo asiatico.

A Chiang Mai abbiamo passeggiato tra i vari templi e nei cortili meno frequentati, i bambini si sono messi a giocare. Io e mio marito li abbiamo lasciati fare, ci siamo seduti in pace, a guardare loro e gli altri visitatori, che si sono puntualmente fermati a fotografarli, i bambini biondi che fanno un falò di ramoscelli, che raccolgono le enormi foglie rosse per creare un percorso e poi dispongono le stesse foglie nelle anfore intorno a un piccolo Buddha. Monaci buddhisti passano e sorridono. Uno di loro, a sorpresa, tira fuori un telefono e fa anche lui una foto ai miei figli. Nel cortile di un tempio meno centrale, troviamo addirittura un dondolo, e sedie di plastica, che messe in fila diventano subito un treno! Ed eccoci di nuovo al centro dell’attenzione dei passanti asiatici. I nostri bambini sono immortalati in altre foto. Due giovani monaci vestiti di arancione giocano a carte, seduti ad un tavolo, alle nostre spalle. Ci compriamo dei succhi di frutta, poi proseguiamo. Entriamo in un tempio pieno di gente, turisti per lo più, ci mettiamo da una parte per assistere ad una cerimonia, D. è stanco. Si intona un mantra ed è questa la ninnananna che mio figlio aspettava : nel giro di un minuto è tra le braccia di Morfeo, ma in realtà è nelle mie di braccia e pesa parecchio, quindi mi metto a sedere per terra e restiamo lì ad ascoltare i monaci, con le bambine inginocchiate di fronte a me, attente a tutto quello che succede e molto prese dalla musica. Quando usciamo D. dorme ancora, lo metto sul passeggino, che ci siamo per fortuna portati, proprio per momenti come questo, e mi accorgo che sono circondata da un gruppo di signore asiatiche di mezza età, che lo guardano intenerite, parlottano tra loro e in un inglese stentato, mi dicono che è bellissimo.

Il secondo giorno andiamo in cerca di un parco giochi. Prendiamo un Tuk-tuk, per la gioia dei bambini e ci facciamo  portare in prossimità di un parco cittadino, dove la gente del posto viene a correre e a passeggiare. Ci fermiamo un paio d’ore buone e siamo gli unici occidentali, ci sono parecchi bambini che indossano l’uniforme della scuola. Gli adulti sono molto incuriositi dalla nostra presenza, ci guardano, qualcuno si avvicina, dice qualcosa, ci scambiamo sorrisi, solo ogni tanto ci capita di fare due chiacchiere con persone che parlano un po’ di inglese e anche in questi casi, non ci capiamo mai del tutto e quindi…ancora sorrisi. Chissà cosa pensano, se sono davvero così gentili e carini come sembrano o se sparlano allegramente di noi, che siamo pallidini e non reggiamo il caldo e per questo ci vestiamo come loro fanno solo in piena estate…sì, perché a Febbraio per loro è fresco, ci sono solo 30 gradi!  Notiamo che molti dei bambini al parco giochi indossano giacche e alcuni perfino maglioni di lana! In effetti, fatta eccezione per Bangkok, dove c’è un’afa tremenda in qualsiasi mese dell’anno, nel resto della Thailandia si sta piuttosto bene in questo periodo, fa caldo ma sopportabile, ben diverso dalla  calura che avevo trovato anni prima viaggiando in estate. Però, se le loro giacche e maglioni con 30 gradi ci fanno un po’ sorridere, sono certa che loro rideranno delle nostre canotte e pantaloncini. I bambini si divertono, il parco è uguale a quelli che si trovano da noi in Germania, cambiamo solo i compagni di gioco, che qui hanno gli occhi a mandorla e parlano un’altra lingua.

Nel periodo in cui abbiamo soggiornato a Chiang Mai c’era il festival dei fiori, un grande evento per la città. Abbiamo assistito alla parata dei carri, che sono tutti ricoperti da disegni fatti con i fiori freschi. La sera in piazza siamo stati intrattenuti da musica e spettacoli di ballo tradizionale, anche i bambini ne sono rimasti affascinati.

La domenica sera siamo andati al famoso ” Sunday walking street Market”, un enorme mercato che apre alle 16 e va avanti fino alla mezzanotte. Non è il tipico night bazar, come se ne trovano tanti, in giro per la Thailandia, dove si vendono per lo più prodotti taroccati o comunque industriali, questo è un mercato dell’artigianato, dove si possono ad esempio comprare prodotti fatti a mano dalle varie tribù del nord della Thailandia. Negli anni si è così ingrandito che non si vendono più solo prodotti artigianali ( come ci hanno raccontato che era all’inizio), ma ci sono ad esempio le classiche lampade di carta, sciarpe e abiti di seta, gli indumenti in stile fricchettone tipo i pantaloni larghi con le stampe di elefanti, le camicie da figli dei fiori, i cappelli di paglia tipo quelli che usano nelle risaie, borse fatte a mano, vestiti di lino, gioielli, magliette da portare a casa come souvenir, ma anche mobili e soprammobili e molto altro ancora. È un mercato davvero grande e ovviamente ci sono tanti posti per mangiare e in più artisti di strada, che ci hanno salvato, perché i nostri figli non avrebbero mai camminato tra le bancarelle senza lamentarsi, se non fosse stato per l’intrattenimento! È molto affollato e i prezzi non sono quasi per niente contrattabili, forse un tempo era diverso, ma adesso è diventato un mercato così turistico e frequentato, che giustamente i venditori non hanno bisogno di abbassare i prezzi per vendere. Merita comunque fare un giro, a me è piaciuto molto, anche se non ho comprato quasi niente.

Come a Bangkok, anche qui abbiamo alloggiato in un albergo con piscina, che per me è un requisito fondamentale quando si viaggia con i bambini, soprattutto in un paese caldo. Abbiamo fatto ogni giorno una pausa per permettere ai nostri figli di giocare in acqua, tra un giro e l’altro in città e le varie visite ai templi e mercati e credo sia proprio il segreto, per bilanciare viaggi come questo, che non sono prettamente “per bambini” e renderli più “child friendly”. Con noi ha funzionato: i miei figli sono stati benissimo e ancora adesso ogni tanto mi chiedono: “Quando torniamo in Thailandia?”

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...